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Sony lancia il nuovo Walkman. Dal pop al pro (o forse posh).

Tra le varie rivelazioni fatte al CES 2015, quest’anno tutte poco eclatanti, Sony ha presentato il Walkman high-end NW-ZX2, alzando ancora più il tiro rispetto al precedente ZX1 uscito l’anno scorso. Quello che colpisce subito è che se il vecchio Walkman è stato l’emblema del prodotto di massa, lo ZX2 vuole invece rivolgersi al mercato degli audiofili, veri o sedicenti, disposti a sborsare $1.119.99 per un iPod d’alto bordo.

Lo ZX2 supporta la maggior parte delle estensioni di file audio, con un occhio di riguardo a quelli lossless come DSD, WAV, AIFF, FLAC, Apple Lossless. Ha una memoria interna di 128gb più uno slot microSD aggiuntivo e permette collegamenti, oltre che in wi-fi, anche in bluetooth e con NFC per lo streaming di musica da e verso altri dispositivi. Se la musica non vi basta, monta Android come sistema operativo (anche se siamo rimasti al 4.2 Jelly Bean) su cui far girare app varie ed eventuali. Naturalmente il punto forte dello ZX2 dovrebbe essere un’altissima qualità di riproduzione del suono, cosa che in effetti nei player portatili così come nei dispositivi mobile viene spesso trascurata vista l’attesa che l’utente vi ci riproduca file snelli e tendenzialmente compressi, come gli MP3.

Sony si infila così nel crescente trend della audiofilia mobile che ha già mostrato ottime potenzialità con il successo oltre ogni attesa del player portatile Pono di Neil Young, competitor diretto ma decisamente a prezzo più contenuto ($399) del nuovo Walkman. Sul mercato esistono già da tempo anche i prodotti della Astell&Kern, con il player top di gamma AK240 dal costo stellare di $2.400, e anche la Panasonic ha da poco deciso di riportare in vita il brand Technics focalizzandolo proprio sul digitale ad alta definizione.

A dimostrazione della chiara volontà di entrare con decisione in questo settore, Sony ha annunciato in contemporanea allo ZX2 anche un nuovo paio di cuffie wi-fi, un nuovo modello di amplificatore portatile per cuffie e una nuova autoradio, tutti orientati alla riproduzione in mobilità del suono ad alta definizione.

Con l’acquisizione e la trasportabilità di file audio di rilevanti dimensioni diventate oggi possibilità concrete grazie all’aumento della banda d’accesso alla rete e delle capacità delle memorie, la musica sta tornando ad avere, almeno alla fonte, una qualità pari a quella cui ci aveva abituato il cd, se non superiore. Rimane da capire però se a parte la nicchia composta dai veri audiofili, abituati a spendere ben oltre qualche migliaia di euro e che forse non ambiscono primariamente a dei player portatili, ci sarà davvero un passaggio più generale verso un ascolto quotidiano di maggiore qualità, cosa che comporta un investimento ben più esteso a partire dai file fino a cuffie o casse di alta fascia, oltre che un “allenamento” dell’orecchio per poter riuscire davvero godere del miglioramento nell’ascolto. Per non parlare poi delle condizioni ambientali.

I numeri della campagna di Pono su Kickstarter hanno fatto strabuzzare gli occhi a tante aziende, tra cui Sony, che si sono lanciate in fretta e furia su questo mercato. Quanto la nuova costosa moda della musica portatile in alta definizione venga e verrà abbracciata per un vero interesse verso un ascolto migliore della musica o semplicemente, appunto, per moda rimane ancora da chiarire. Ma questo alle aziende, se c’è spazio per fare cassa, spesso interessa poco.