Vent’anni di Kompakt riassunti in 6 minuti. Come non sentirli.

Avere vent’anni. Età splendida se la rapporti ad un essere umano: età di fioriture, età che non ritorna, età in cui alla fine puoi fare ben pochi bilanci su te stesso ma non se ti chiami Kompakt e sei stata definita come “l’etichetta discografica che probabilmente ha contribuito più di ogni altra al dominio tedesco sulla scena dance ed elettronica europea” e non lo diciamo noi ma un certo Simon Reynolds.

Il ventennale della casa discografica di Colonia ricorreva l’anno scorso ed infatti le celebrazioni sono partite con la compilation “Kompakt 20 Jahre Kollektion” e l’immaginifico lavoro del polistrumentista Gregor SchwellenbachSpielt 20 Jahre Kompakt” (il cui making off potete apprezzarlo qui), che ha spacchettato molti dei pezzi che hanno fatto la storia dell’etichetta e li ha ricomposti sotto forma di musica classica (sensazionale!); oggi però vi proponiamo il video tributo prodotto da Sonos Studio in occasione del ventennale.

Nel video c’è un continuo rimbalzo tra le immagini dell’esibizione all’ADE di Schwellenbach presso il Sonos Studio e le parole dei fondatori della Kompakt che raccontano come l’etichetta sia diventata quello che è adesso e come Michael Mayer sia stato fondamentale per aprire le porte della Kompakt al mondo.

La Kompakt rappresenta il classico modello di applicazione del proprio talento e delle proprie passioni al business, ed è proprio così che Wolfgang Woigt insieme a Jorg Burger e Ingmar Koch decisero di fondare il record store “Delirium”, spinti dall’incredibile potenza della scena techno che andava dipanandosi tra le strade di Colonia e dell’intera Germania dal 1993 in poi. Uno dei più entusiasti dell’apertura del Delirium era un giovane dj di Colonia che sarebbe poi stato l’equivalente della Kompakt nel mondo ovvero Micheal Mayer; l’allora 22enne però non era entusiasta di quello che il Delirium proponeva e da allora divenne il buyer del record store e investendo 1000 marchi tedeschi,ereditati dalla nonna, divenne uno dei soci a cui si aggiunsero Jurgen Pappe e Reinhard Voigt. Dall’entrata di Mayer, il Delirium divenne un punto di ritrovo imprescindibile per Colonia soprattutto il sabato ma aveva ancora una dimensione “artigianale”: il negozio non era curato nel design, le riserve di dischi erano limitate, gli ordini via mail venivano respinti al mittente a cui si chiedeva di passare dal negozio a prendere i dischi e portare qualche birra e come spiega W.Voigt, tutto il guadagno delle vendite veniva speso in pizza e club. A cavallo tra il 95’ e il 96’ il Delirium cambiò sede e le cose iniziarono a prendere giri più larghi, l’arrivo della techno americana e inglese creava nuove schiere di clienti e nuove influenze musicali, si accumulavano decine e decine di demo da gente che apprezzava il lavoro che stavano facendo e nel 1998, dopo che da parte di Voigt e Burger erano state create un innumerevole quantità di piccole label, sublabel e aliases(perché così si faceva in quegli anni), venne deciso di “compattare” il tutto e dare vita alla “Kompakt”. Non solo record shop, ma anche label e distributore per dare sfogo a quelle demo accumulate che hanno poi creato il Kompakt mood.

Per stessa ammissione dei fondatori, la Kompakt ha iniziato a produrre musica che per prima cosa essi stessi apprezzassero e a differenza di quello che molti dicono e pensano, il loro principale intento era quello di poter dare luce a tutte le lambda dello spettro musicale ed è così che hanno perseguito negli anni. Come dice Michael Mayer nel video: “la musica è una continua evoluzione e alcune cose devono essere tolte di mezzo e farne entrare altre per incontrare il gusto delle generazioni che verranno e per quelle che sono nel mezzo”. Burger, Voigt e Mayer chiudono ammettendo come la Kompakt ormai sia un trademark, un’impresa avviata, un business ma alla base rimane ancora l’eccitazione e l’amicizia degli inizi e rappresenta uno spirito permeante in tutto quello che la Kompakt ha fatto e continuerà a fare. Forse qualcosa di magico, è questo il segreto.