Stefano Testa
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Metto dischi nei locali da oltre quindici anni, gli ultimi dieci dei quali puntando costantemente a vivere di questo. Restando molto legato a quello che è il mio background degli anni passati tra house, techhouse e techno (puramente per il gusto di trovare piacevole un set del genere), da pochi anni riesco ad avere un ottimo rapporto anche con l'elettronica pura, soprattutto in studio.

Jimmy Edgar “Mercurio”

Autore di “Mercurio” per la sua stessa label Ultramajic (che divide con l’amico Travis Stewart aka Machinedrum), Jimmy Edgar ha indubbiamente tutta la mia stima nel portare avanti un…

Joris Voorn “Ringo”

Circolata nel web per oltre un anno, approda sul mercato “Ringo” ultimo regalo dell’olandese volante Joris Voorn, e non ce ne voglia David Jones. In un precario equilibrio tra il mai…

Bleak “Open Space”‏

Per l’undicesima release di Secretsundaze, Giles Smith and James Priestley, owners della label londinese, si affidano allo svedese Bleak che confeziona “Open Space”, un EP solido, co…

Fabric 71: Cassy

Indubbiamente astro del firmamento della club culture (quella seria, fatta di concetti e super club, nuove culture e mille miglia), Cassy è riuscita senza grandi sforzi a raggiungere nel corso della s…

Marco Effe “Sides”

Se ci fosse un elenco inerente all’apporto che ogni regione può dare all’Italia in termini di forza lavoro del clubbing, la Toscana, fuor di dubbio, salirebbe sul podio avendo dato i natal…

Gui Boratto “Too Late”

Longevità. Questo forse è l’unico aggettivo che può racchiudere il segreto di due entità tanto diverse, come una label ed un artista, per cui vale davvero la pena soffermarsi e in alcuni casi di…

Anton Zap “Water”

Nata nel 1992 come sub-label della sorella maggiore R&S, Apollo è responsabile di alcune tra le più belle musiche (futuristicamente sperimentali) dell’ultimo decennio, annoverando tra i suo…