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Amsterdam Dance Event 2016: the day has eyes, the night has ears

Freschi della nostra visita all’Amsterdam Dance Event, abbiamo tantissimo da raccontare su quelli che sono stati cinque giorni (ma tra una preview ed un after party praticamente sette) pregni di appuntamenti, feste, conferenze, workshop e musica di ogni genere. Ci siamo tuffati a capo fitto nella vita cittadina di uno dei luoghi più affascinanti del Continente, carpendone i ritmi, i sapori, le abitudini. Cercando a nostro modo di poterne essere assorbiti e, come accade quando si inserisce un nuovo ingranaggio in un meccanismo già oliato, di entrare in sintonia con ciò che Amsterdam e l’ADE rappresentano sia per coloro che ci approdano coscientemente sia per le persone che indirettamente vengono toccate dalla sua ingombrante (seppur naturale) presenza fra un canale e l’altro.

La sensazione è che potremmo andare avanti per ore ed ore a raccontare le mille diverse luci di questa settimana di Amsterdam Dance Event. Ma crediamo che l’unico modo per comprendere a pieno cosa significhi per la musica elettronica un appuntamento di questo livello sia semplicemente diventarne parte integrante anno dopo anno, comprenderne l’evoluzione ed apprezzarne i tanti piccoli ritocchi che, volta dopo volta, riescono a renderne ancor più completa l’esperienza. E la parte migliore è la garanzia che non sarà mai troppo tardi per iniziare. Ci sarà sempre un prossimo anno (come accade da ormai ventuno edizioni) per diventare gente dell’ADE. Ma se proprio non resistete all’idea di scoprire cosa ci è capitato quest’anno, i due articoli che trovate sotto queste righe potranno esaudire i vostri desideri e vi daranno una panoramica di come si è diviso il programma fra giorno e notte, raccontandolo sotto la luce di due esperienze diverse: in un caso la quinta partecipazione vista dagli occhi di chi ha da prima vissuto ADE come clubber, poi come giornalista e infine come cittadino olandese, nell’altro il primissimo assaggio di un ragazzo che si immerge a tutto tondo in qualcosa che non può e non potrà mai essere un’esperienza banale o prevedibile. Due tagli diversi eppure complementari per raccontarvi un’esperienza che, anno dopo anno, continua a brillare di una luce propria difficile da immaginare fin quando non ne si è investiti direttamente.