Se esistesse la giustizia nel mondo e nella musica (alas, nel mondo della musica), Lorenzo Corsetti dovrebbe essere celebrato & citato tanto quanto i più mediatici e potenti dei nostri artisti, manager, discografici. Quelli che oggi passano per eroi, per grandi protagonisti. Fondatore assieme a Luca Albino aka Capibara di quella White Forest che ad un certo punto ha fatto tantissimo – in tempi difficili – per tenere unite le fila del talento sulla musica elettronica in Italia, puntando sulla qualità e complessità più che sulla vendibilità, anche da artista, professionista ed agitatore culturale in prima persona Lorenzo ha sempre e solo dato qualità. Ma qualità vera. Approfondita.
(Un’intensa foto di Lorenzo Corsetti; continua sotto)

Dopodiché si sa che il renéferrettismo e il suo giudizio sulla “qualità“ sono purtroppo sempre di più verità, nei tempi odierni, e sempre di più sono la declinazione preferita dell’escapismo contemporaneo; ed è vero anche che chi ancora si ostina a fare informazione&ricerca e non solo vassallaggio fra l’informazione musicale, se parla (solo) di qualità si sente come l’ultimo dei giapponesi ad arrendersi, a guerra già finita. Soprattutto si sente solo, abbandonato – perché un tempo era premiato da letture, numeri, consensi ed attenzioni il giornalismo musicale che scopriva e faceva fare scoperte; oggi lo è invece quasi solo quello che certifica storie già di successo.
A sancire questo esito, beh, sono i lettori. Sono i loro comportamenti. Dopodiché ci si lamenta sui social che il giornalismo musicale fa schifo. Ma lo si fa portando traffico web – la vera moneta corrente odierna – non al giornalismo musicale fatto bene e nemmeno a quello fatto così così, ma a Meta.
…però ehi, se siete su questa pagina adesso, tanti o pochi che siate, non vi si può rimproverare assolutamente nulla. Anzi: vi si può solo ringraziare. E premiare. Lo facciamo donandovi in anteprima una corposo assaggio dell’EP che Lorenzo Corsetti, nella sua identità artistica attuale a nome XHL Unit, farà uscire il 26 gennaio per la Never Sleep, la benemeritissima creatura di Alberto Guerrini aka Gabber Eleganza, un altro di quelli che meriterebbe copertine, interviste, incarichi, consulenze, gratificazioni anche nel mainstream, ma quando è andata bene è stato cagato per lo più dai brand (per motivi più estetici che etici), meno dalla discografia maggiore e dal grande pubblico.
“WHODFKISXHLUNT” tra l’altro ha visto Corsetti coinvolgere su mastering (suona da paura) e in un paio di tracce come credits artistici Luciano Lamanna aka Virus Voice, personaggio di culto assoluto per la parte più nera – nel senso di oscura e sotterranea – della techno, dell’electro e dell’hip hop di casa nostra. Il risultato è entusiasmante. Lo potete sentire voi stessi. “Combobreaker” è l’uscita di Squarepusher che tutti aspetteremmo e vorremmo (drum’n’bass incendiaria ma tante miniature di classe e tante destrutturazioni non fini a se stesse), “Jungle_1” è Dillinja proiettato in un retrofuturo intelligente in chiave jungle. Qualità siderale, se chiedete a noi. Il 26 gennaio fate vostro l’EP: è bellissimo. Che bello che in Italia ci sia chi spinge suoni così, di questo spessore, fatti così bene. L’importante è che trovino orecchie, trovino attorno a sé passione ed interesse.