È bello ogni tanto aprire gli orizzonti ed uscire dalle solite rotte, dalle storie musicali di casa nostra e/o dei soliti posti noti, per vedere invece cosa c’è in giro anche nei contesti che di solito tendi proprio a non considerare: è bello davvero, rinfresca le idee. L’Ungheria è per noi essenzialmente terra del “moloch” Sziget, è la Budapest turistica dei ruin bar e dei palazzi imponenti, è qualche altro festival notevole nelle dimensioni come il Balaton Sound. Ma non ci siamo probabilmente mai posti il problema di come sia la scena musicale ungherese, e di cosa possa esserci di interessante. No?
Eppure, ampliare lo sguardo distende gli animi e permette di scoprire cose. Noi ad esempio, “attraversando” per lavoro Eurosonic, il principale evento di networking dell’industria musicale europea, ad un certo punto abbiamo incrociato le strade di Peter Kedves, che ci ha parlato un po’ della scena locale magiara e dei piccoli tentativi di esportarla. Siamo rimasti in contatto e, qualche settimana fa, ci ha proposto il nuovo materiale dei Palo Canto, il progetto che porta avanti assiema al collega Bertalan Toth.
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Lo abbiamo trovato interessante. E ci siamo detti: perché non proporlo come Premiere per Soundwall? Sì, di sicuro fare Premiere con artisti italiani garantisce un minimo più di eco, un minimo più di interazioni tra amici ed amici di amici, un po’ più di interesse perché oggi in Italia siamo spasmodicamente attaccati a quello che succede in Italia, forse a quello che succede negli States, forse a quello che succede a Londra, forse a quello che succede a Berlino, ma guardare altrove ci fa fatica e/o ci pare una perdita di tempo. Beh, che dire: perderemo tempo, allora.
Perderemo tempo epperò “Golden Runes”, il nuovo album dei Palo Canto dopo “Before Sunrise” del 2024, ci pare solido, ben fatto, scorrevole, suggestivo. Anzi: abbiamo riflettuto incuriositi come in Italia un certo tipo di approccio pop-ma-rigoroso-e-composto all’elettronica (tipico ad esempio di realtà come HVOB, Ry X, eccetera) non sia assolutamente perseguito. Un po’ lo aveva battuto il Cosmo nella prima parte della sua immersione nella club culture (vedi alla voce “Ivreatronic”), per poi ripiegare invece più su striature che incrociavano la trap (testualmente) e Battisti (melodicamente) e spirito hippie-freak consapevole; per il resto, abbiamo un sacco di cassa in quattro sì, ma immerso in contesti urban-pop molto “gioiosi/filastroccosi”. Il composto “dancefloor adulto da ascolto” dei Palo Alto è qualcosa che a casa nostra si pratica molto poco. Ci piacerebbe ce ne fosse di più.
“Golden Runes” esce domani 20 febbraio, noi siamo felici di proporvelo qui sotto, in anteprima assoluta. La “musica liquida” ci permette di ampliare moltissimo i nostri ascolti, le low cost di visitare molta Europa: usiamola, questa opportunità. Ricreiamoci delle mappe non convenzionali!