C’è una corrente minoritaria ma accanita, fra gli appassionati di musica, che ha una autentica venerazione per gli Stereolab. Ecco: metteteci dentro pure noi. Perché anche se sei più abituato ai dancefloor, all’elettronica, ai bpm, all’adrenalina, nel caso di vero appassionato sai anche quanto sia importante calibrare i toni, levigare dinamiche, disegnare scenari, danzare su sottili malinconie, cercare musiche che sappiano viaggiare attraverso i tempi e gli stili con grazia sorprendente – il digging in fondo lo si fa anche per questo, non solo per scartabellare fra i possibili tool tech-house.
(Olivia Santimone, fotografata da Virginia Lunghi; continua sotto)

Ecco che quindi, stereolabiani di tutto il mondo unitevi!, non potevamo non drizzare le antenne sentendo “Ciclopedoni” della ferrarese Olivia Santimone, appetizer dell’album “Ciclopedonale”, traccia in uscita ufficialmente domani 28 novembre. Ci è piaciuta – come non poteva. E ci siamo detti: perché non presentarla come Premiere? Permesso accordato, con nostra soddisfazione. Eccola qui sotto allora, for your listening pleasure, ma prima un testo d’accompagnamento che spiega un po’ il contesto e fa capire quanto ricco possa essere il mondo di Olivia. Perché sì: affrontare il pop con un certo tipo di grazia fuori tempo in realtà sa essere spesso e volentieri il campo perfetto per viaggiare con la mente, le immagini, le suggestioni, facendolo con stile, non col bigino di ciò-che-funziona nell’urban pop. Abbiamo bisogno, di voci atipiche come lei. O moriremo tutti sanremo, diventando “Cenere”.
«”Ciclopedoni” racconta la prima giornata di un viaggio surreale attraverso una pista ciclabile piuttosto stravagante. Ti trovi qui per caso e, in preda alla confusione, avverti voci lontane che sembrano conversare di argomenti sconnessi e privi di logica: gli insoliti interlocutori sono gigantesche figure che si stagliano all’orizzonte minacciose, vegliando sul tuo cammino e continuando a borbottare alle tue spalle le loro stranezze. Alla disperata ricerca di qualcosa o qualcuno che possa dare un senso a tutto questo, continui a camminare passo dopo passo, circondato da strani umanoidi a ruote che, in una marcia frenetica e caotica, sembrano dirigersi verso un suono regolare e profondo che ricorda i rintocchi di un grande orologio.»