In principio era Burro Studio, poi c’è stata l’evoluzione di BSR, ovvero Burro Studio Radio, creatura multiforme un po’ etichetta discografica un po’ hub sonoro ed esperienziale a 360 gradi un po’ chissà: sia come sia, in quella terra di marketing, design e styling che è Milano la crew in questione è una di quelle che ha portato le idee più fresche e gli entusiasmi migliori nell’ultimo pugno d’anni. Tutto questo legandosi sempre molto, per attitudine e per campi d’operazione, a tutto ciò che è – o dovrebbe essere – club culture. Il che significa che sì, c’è sempre l’obbligo di fatturare, di cercarsi clienti, di vivere insomma il mondo dell’economia normale, ma nulla vieta di avere sempre come ispirazione e primo motore aristotelico la magia delle idee e relazioni umane che si costruiscono sul dancefloor, con un certo tipo di suoni, un certo tipo di attitudini e – questo lo sottolineiamo – con un certo tipo di competenze: perché se furbescamente vuoi il creativo gaudente clubbaro per darti una patina di contemporaneità e poi però di clubbing non capisci nulla, il bluff si scopre.
Burro Studio e BSR un bluff non lo sono di certo, e lo dimostra anche la ormai corposa serie di appuntamenti che sono stati organizzati negli anni, a partire dalle entusiasmanti adunate open air al Parco Sempione: sabato 13 settembre arriva la prossima, e ci è sembrata l’occasione giusta per fare quattro chiacchiere con loro, per un punto della situazione. Anche perché appunto BSR ha definitivamente preso corpo ed identità autonoma, e in più quest’anno la festa open air sarà una e non due come al solito (…con la promessa quindi di fare bene il doppio): ci sono insomma un po’ di piccoli paletti a rendere ancora più significativo un focus su una delle realtà più interessanti della nuova Milano creativa, quella che è per tutti fucina di idee, di eventi, di immaginari, di nuove pratiche esperienziali in grado di stare sul mercato (e/o di fare stare bene le persone più attente, stilose e curiose). Ecco: sempre che nel frattempo l’impazzimento del mercato immobiliare non renda possibile stare sotto la Madonnina solo ai ricchi di famiglia e a quelli quindi che hanno rendite in portafoglio (…e perciò manco hanno bisogno di essere particolarmente creativi, e più che consumare cultura ed aggregazione, beh, vogliono consumare esclusività e snobismo: è questa la Milano che piace a Catella, visto che quella che scende in piazza per difendere gli spazi sociali gli fa ribrezzo?).
Come BSR, siete stati fra i primi a varare il format delle feste “all’aperto” ad accesso libero: quali erano le paure e invece le speranze, la primissima volta che vi siete lanciati su questo format?
Le feste all’aperto ad accesso libero non le abbiamo di certo create noi, però sin dalla prima edizione in Parco Sempione di 2 anni fa, abbiamo sempre approcciato questo evento come “la festa” del nostro collettivo e del nostro gruppo, quindi come un momento di condivisione e di gioia. Per noi BSR In The Park è quel giorno speciale dell’anno in cui ci ritroviamo con amici vecchi e nuovi, con gli artisti della nostra label che magari per mesi sentiamo solo via mail o WhatsApp, e con chi ci dà una mano a mandare avanti tutto. E farlo a Parco Sempione, un posto di tutti, centrale anche per la nostra storia di crew, rende l’evento ancora più importante per noi: accessibilità e good vibes prima di tutto. Quest’anno forse la differenza si sente un po’ di più perché abbiamo spinto di più a livello artistico. Ma è frutto di sei mesi in cui ci siamo rimessi in gioco, rivedendo il branding e la nostra direzione artistica. È come se avessimo dato una veste nuova a tutto, e questa edizione di BSR In The Park per noi rappresenta un passo importante di un percorso che è appena iniziato. Adesso non vediamo l’ora di viverla insieme e capire dove ci porterà.
(Feste decisamente riuscite: diapositive da una vecchia edizione di BSR In The Park; continua sotto)

Nel frattempo questo format delle feste open air ad accesso libero è diventato la vera, grande novità del panorama milanese. È una moda passeggera, o sarà il vero modo per sopperire alla crisi del clubbing, del fatto di andare a ballare nei club pagando un biglietto d’ingresso? A proposito: fino a che punto c’è davvero, questa crisi del clubbing?
La crisi del clubbing è oggettiva e ce lo dicono in primis i numeri, che fanno davvero piangere. Si parla di 20% di club chiusi in tutta Europa negli ultimi 3 anni, probabilmente in Italia anche molti di più. Come sappiamo però non è solo un tema economico ma anche sociale, e oltre alla chiusura dei club ci sono tanti altri segnali che ci fanno capire come l’intero movimento sia cambiato. Molto probabilmente funzionano gli eventi in day time perché al pubblico più giovane interessa di più questo tipo di esperienza e l’accesso libero è ovviamente un bel plus. Comunque, club o non club, crisi o non crisi, con il tempo abbiamo imparato che è tutta una questione di spazi. Se trovi o crei lo spazio giusto, la gente esce da casa e dai social… e viene a ballare. Poi se fai le cose a ingresso libero sicuramente crei meno pensieri al pubblico, ma è sempre più sfidante per chi organizza e cerca di far quadrare i conti con i soli incassi dei bar.
(Mad Miran, ospite d’onore a BSR In The Park il prossimo 13 settembre 2025; continua sotto)
Il 13 settembre c’è ospite Mad Miran: come siete arrivati a lei? E in generale, quali sono i criteri di cui tenere conto quando si costruisce la line up di un evento “open air” come il vostro?
Siamo in fissa con lei da anni e aspettavamo l’occasione giusta per invitarla. Lei arriva a Milano dopo una serie di set incredibili a Dekmantel, Selectors e Unsound Osaka, siamo gasatissimi! Anche il resto della line up, però, ci entusiasma: siamo convinti che ci farà divertire altrettanto. Abbiamo costruito il programma cercando un equilibrio preciso, perché quando le ore sono tante e si balla all’aperto, secondo noi, non ha senso seguire il classico schema da club con warm up, peak time e closing. In questi contesti i momenti di energia si distribuiscono in modo diverso: ci possono essere più peak time, come onde che si susseguono, ed è proprio questo il bello. Per questo lavoriamo sempre per bilanciare i set e dare valore ai singoli artisti, così che ognuno possa esprimersi al meglio e, allo stesso tempo, regalare al pubblico il massimo.
(Fare le cose per bene, altra diapositiva; continua sotto)

Cos’è BSR oggi? Dove vuole andare? Che obiettivi si sta dando? Fino a che punto è (ancora) forte il legame con lo studio di grafica e comunicazione Burro Studio?
Non è semplice riassumerlo in poche righe, ma ci proviamo. BSR oggi è in continua evoluzione, perché anche il mondo cambia e ci spinge a farlo, e vogliamo farlo noi in primis perché il movimento è la benzina della creatività, in tutte le sue forme. Restiamo però lo stesso gruppo: finché ci sarà una visione condivisa, e la voglia di divertirci noi per primi, andremo avanti. Rispetto a un anno fa, abbiamo spostato il focus: meno produzioni e più attenzione agli aspetti artistici e all’etichetta. Facciamo meno eventi, ma con l’idea del quality over quantity, curando ogni dettaglio.
Comunque, club o non club, crisi o non crisi, con il tempo abbiamo imparato che è tutta una questione di spazi. Se trovi o crei lo spazio giusto, la gente esce da casa e dai social… e viene a ballare
Arriva un miliardario indiano, vi dà budget illimitato per costruire un evento: come lo costruite, dove lo fate, chi fate suonare?
Sarebbe bello organizzare un festival di 3 giorni in un parco così accessibile per la città. Questo sì che sarebbe un risultato notevole.
La Milano del 2025 com’è rispetto a quella pre Covid: migliore, uguale o peggiore?
Il Covid-19 è stato senza dubbio l’accadimento più impattante sulla scena elettronica degli ultimi vent’anni. A Milano, per fortuna, c’è ancora energia e voglia di fare eventi: crisi e cambiamenti ci sono, ma la cultura in qualche modo regge e bisogna continuare a spingere. Non ha troppo senso ormai dire che le cose siano meglio o peggio: sono semplicemente cambiate tanto. E proprio la consapevolezza di questo cambiamento deve essere la base per andare avanti, sperimentare, innovare e restare rilevanti. Ci vediamo al parco!
