L’ombelico del dancefloor: Cosmo trasforma Jovanotti in un classico spaccapista

Questo è il racconto di due storie, quella di un’idea folle che prende vita in meno di una settimana e di un’etichetta che inizia i festeggiamenti dei suoi primi dieci anni: tre giorni in studio, tre musicisti e 24h a testa per interpretare tre classici della musica italiana. 



Jolly Mare, Colapesce e Cosmo. Stadio (con Lucio Dalla), Vasco Rossi e Jovanotti. Tre personalità diverse alle prese con altrettante icone per festeggiare l’anniversario di 42 Records.

I primi due brani sono usciti in questi giorni e li trovate in fondo a questo articolo. Noi vi facciamo ascoltare in anteprima il rework di Cosmo, che trasforma il mantra tribale di Jovanotti ne “L’Ombelico Del Mondo” in un inno al dancefloor! 

UNA SPLENDIDA GIORNATA.

Marco arriva in studio con un’ora di ritardo. Colpa del treno che viene cancellato e che gli fa saltare la coincidenza per Bologna. Noi lo aspettiamo nelle stanze dell’Alpha Dept., studio che in questi anni ha visto passare per i suoi microfoni e i suoi strumenti più di un nome altisonante e qualche disco d’oro. Piccola e vera perla che Giacomo Fiorenza e Andrea Suriani hanno costruito in oltre dodici mesi di lavoro dopo il trasferimento dalla vecchia sede a quella attuale.

Sulle spalle abbiamo già dieci ore di lavoro sulla prima delle tre cover con cui dovevamo tornare a Roma, quella “Splendida Giornata” che Colapesce ha reinterpretato rendendo tributo alla Madchester degli Happy Mondays.

È una domenica, nemmeno tanto soleggiata. Le nuvole filtrano i pochi raggi di sole che entrano nello scantinato dove sono disposte la regia e la sala d’incisione dello studio. Inganniamo l’attesa cercando di recuperare il sonno spostandoci da un divano all’altro, con in testa le melodie del giorno prima.

Il citofono suona all’impazzata, come quando i bambini decidono di premere a caso i primi bottoni di uno stabile qualsiasi, per poi lasciarselo alle spalle scappando tra un ghigno e un sorriso: è arrivato Cosmo, non poteva essere altrimenti.

Parka verde, occhiali specchiati e la solita carica che non viene scalfita nemmeno dalla levataccia. Con sé ha un trolley, dettaglio fuori posto per chi ha ventiquattro ore di tempo per interpretare e incidere un brano. Abbracci, saluti e la zip scorre svelando il contenuto della borsa: una serie di synth, cuffie e computer. Marco ha portato da Ivrea i suoi giocattoli preferiti.

A bailar! Huepa huepa. / iPhone is the new spartito.

SENTI CHE SALE.

La prima volta che abbiamo ascoltato quella che poi sarebbe diventata “L’Ombelico Del Mondo” secondo Cosmo, la voce di Marco usciva dalle casse di un iPhone: un vocale su WhatsApp ci faceva scontrare con un misto di acid in quattro quarti e la reminiscenza di un Franchino di vecchia annata.

Una bozza che in poche ora sarebbe stata fatta a pezzi e rimontata prendendo forma attraverso i campioni analogici che si susseguivano sullo schermo digitale della plancia di controllo: un vecchio Juno che non perde mai il suo fascino, come le affascinanti attrici che diventano ancora più interessanti con le rughe del tempo. Qualche passaggio di Wasp che restituisce il loop su cui il pezzo decolla e la voce di Marco che viene guidata dagli occhi che snocciolano il testo scritto da Jovanotti, e che Cosmo legge sullo schermo del suo iPhone. Perché oggi si fa così.

Juno-6

LUNEDÌ STUDIO.

Le ore passate insieme diventano quasi trenta, è iniziata una nuova settimana e lo studio continua a popolarsi. Mentre il pezzo di Cosmo passa tra le mani di Suri arriva a Bologna anche Jolly Mare.

Siamo tutti. Fabrizio ha davanti l’obiettivo di confezionare una cover di “Lunedì Cinema” che sia all’altezza dei suoi edit più famosi.

Il resto è storia recentissima: una hit estiva, un antheme per il dancefloor e una rivisitazione deliziosa di uno dei brani più iconici per la generazione degli anni 80.

Tanti auguri 42 records. Alla prossima sorpresa.