Per moltissimi, Claudio “Mozart” Rispoli è uno dei nomi simbolo della Baia, un club assolutamente mitologico; per moltissimi, è uno dei principali fautore del movimento afro nel deejaying storico (ma lui stesso prese le distanze da questa cosa, rendendosi che era una definizione che via via era diventata un po’ svilente, un po’ sputtanata e commercializzata); per chiunque l’abbia conosciuto e ci abbia avuto a che fare, un gentiluomo e un pozzo di scienza assoluto, una di quelle persone che nobilitava sia artisticamente che umanamente la professione del dj, dell’innamorato di musica – innamorato a ragion veduta e classe cristallina, quando l’essere dj era ancora una terra parzialmente ignota ed a percorsi spesso incerti, e senza poi mai perdere le sue doti e i suoi valori.
(Agli esordi; continua sotto)

All’età di 67 anni, Claudio ci ha lasciati. Era da un po’ che la salute non lo faceva stare e lavorare tranquillo. Quello che è sicuro è che lascia un vuoto in tantissime persone. Per ripercorrere bene la sua figura e la sua persona, consigliamo la lettura di questa intervista preparata da Zero per l’operazione Notte Italiana (all’epoca ospitata dalla Biennale di Venezia): è bella, rende l’idea. Noi vogliamo aggiungere una piccola, insignificante cosa in più – vogliamo ricordarlo con una delle imprese più belle che lui abbia mai compiuto artisticamente, è lui stessa a definirla così, ovvero i Jestofunk architettati assieme a Francesco Farias ed Alessandro “Blade” Staderini. Il primo frutto della loro collaborazione, lo potete sentire qui sotto, anno 1991, è tutt’ora una delle creazioni musicali più belle mai emerse dall’Italia e no, non era solo house, e Mozart per primo era fiero del fatto che con Jestofunk si andasse ben al di là del perimetro classico del genere, esplorando con appuntito e coraggioso modernismo e non coi facili luoghi comuni le varie possibili declinazioni del funk, del soul, della cultura black in generale.
Che brutta perdita. Ma quanti ricordi e suoni meravigliosi che hai lasciato, e che lascerai per sempre. Facciamoli vivere.
Amiamoli, amiamoli ancora.