Soundwall interviews: Matthew Dear

Americano, precisamente del Texas, coltiva la passione dei ritmi elettronici e minimali. Come in una visione, negli anni del liceo capisce che la sua strada è quella musicale. La sua scelta non poteva esser la più azzeccata: diventa in breve uno degli interpreti più magistrali dell’electropop che diventa a breve il suo “biglietto da visita”. Siamo andatia a conoscerlo e ci siamo fatti raccontare un po di lui.

Quando ti è nata la passione della musica? Hai avuto qualche amico o familiare che ti ha inidizzato su questa strada?

Sono cresciuto attraverso la musica di mio padre. Ha suonato la chitarra tutta la vita, ed è stato lui a trasmettermi la passione di suonare. Senza la sua ispirazione, probabilmente non avrei iniziato una carriera da musicista.

In un’intervista, hai detto che sei molto influenzato da Brien Eno, uno degli esponenti più di spicco per i generi legati all’elettronica e all’ambient. Cosa ti piace della sua musica in particolare?

Brian Eno esplora il suono molto profondamente. Potremmo passare del tempo in studio per far suonare tutto originale e unico. Non importa che sia una chitarra o un sintetizzatore, lui riesce a fare il suono che cerca.

Il tuo ultimo lavoro è stato Black City, un album molto ricco di significati. Può la musica esser un modo più semplice per trasmettere emozioni e concetti rispetto alle parole?

Assolutamente! La musica si vela in un modo strano. I muusicisti sono spesso chiamati a descrivere le loro creazioni a parole, e parlano molto riguardo allo sviluppo. Le persone finiscono per usare le parole senza ragione, quando invece la musica esiste per se stessa, senza motivo di spiegazione. La descrizione e l’analisi sono una possibilità per lo spettatore, non sono il creatore.

Nel tuo album parli di una città senzatempo, che non dorme mai, in continuo movimento, le cui persone sembrano macchine senza interuttore. Può esser il tuo un monito ai tempi odierni, dove i ritmi della società sono troppo sostenuti?

Sto attento a non svelare troppo su questo. Non ho scritto “Black City” perchè fosse una colonna sonora per una città immaginaria. Essa rappresenta un periodo della mia vita, quando vivevo a New York e facevo musica. Ci sono un sacco di disagi moderni a New York, e un sacco di macchine. Tuttavia “Black City” non è solo questo. E ‘lo stress della vita quotidiana, ed il peso o la pressione di una città che può avere sulle persone. Sono sicuro che Roma è anche una città nera, in questo senso!

Cosa ne pensi delle mode e delle tendenze giovanili? Sono anche queste riconducibili al modo di far musica?

Musica e moda sono molto legati in gioventù.

Durante i tuoi set in discoteca e nei fastival, ti presenti molto spesso con lo pseudonimo di Audion. Come mai questo nome? C’è una storia o vicenda legata a questo e agli altri tuoi alterego (False, Jabberjaw)?

Audion è nata digitando la parola “audio” troppo velocemente. Ho colpito il tasto ‘n’ per sbaglio e mi piaceva come si presentava. Ci sono altri audion nel mondo. Software e strumenti, ma il mio è nato per un’imprevisto. La musica dell’epoca era molto aggressiva, quindi il nome lo sentivo appropriato. False  l’idea di basarsi che nulla è reale, e che e che la musica può essere una reazione dell’artista, ammettendo che l’artista non ha molto controllo sul potere di creare. Jabberjaw è, invece, uno squalo dei cartoni animati degli anni ’70.

English Version:

American, specifically Texan, grows  passion for electronic beats and minimal since young. As in a vision, in the years of high school, understands that his way is music. His choice could not be more apt: rapidly became one of the most masterful interpreters of electropop that soon becomes his “calling card”. we share some facts about him.

When do you develop a passion for music? Did you have a friend or family member who has inidizzato you on this road?

I grew up around my father’s music. He played guitar all of his life, and really showed me the passion for playing. Without his inspiration, I probably would not have went into a career of music.

In an interview, you said you were very influenced by Brien Eno, one of the most prominent exponents for the genre related to electronics and the ambient. What do you like his music in particular?

Brian Eno explores sound very deeply. We will take the time in the studio to make everything sound completely original and unique. Whether it is a guitar or a synthesizer, he really makes it sound like his own.

Your last Album is Black City, an album rich with meaning. Can music be an easier way to communicate emotions and concepts than words?

Absolutely! Music is covered in a strange way. Musicians are often asked to describe their creations with words, and talk a lot about the process. People end up using words for no reason, when the music should simply stand on its own. I don’t think painters are asked to describe their paintings. Description and analysis is the option for the viewer, not the creator.

In your album you speak of a timeless city that never sleeps, constantly moving, which people seem to machines without switch. It may be a warning to your modern times, where the rhythms of society are too supported?

I am careful not to say too much about this. I did not write “Black City” to be a sound track for an imaginary city. It represents a time in my life, living in New York and making music. There are a lot of modern hardships in New York, and a lot of machines. However “Black City” is not only about this. It is about the stress of everyday life, and the weight or pressure a city can have on people. I am sure Rome is also a Black City in this sense!

What do you think of fashion and trends in youth? These are also due to the way of making music?

Music and fashion are very connected in the youth.

During your set in clubs and fastivals, you show up very often under the pseudonym “Audion”. Why this name? There is a story linked to this and your other alterego (False, Jabberjaw)?

Audion came about by typing the word ‘audio’ too fast. I hit the ‘n’ key by mistake and liked the way it looked. There are other audions in the world. Software and scientific tools, but mine came about my accident. The music was very aggressive at the time, and the name felt correct. False is based on the idea that nothing is real, and that music can be a reaction to the artist, admitting that the artist doesn’t have very much control over the power to create. Jabberjaw is a cartoon shark from the 1970′s.

Scrivere mi rilassa, se poi si tratta di musica le cose non posso che migliorare. Quando il tempo me lo permette suono la batteria e do consigli ai miei amici su generi nuovi e artisti sconosciuti. Il resto lo dedico all'ascolto, non ho un genere preferito, la musica mi emoziona tutta. È in grado di farmi cambiare umore in pochi secondi, motivo per cui odio l'opzione shuffle nei lettori mp3.

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