No Regular Play: live evils

I No Regular Play sono un duo di New York, parte della scuderia Wolf+Lamb. Greg e Nick ripercorrono con Soundwall le tappe del loro percorso, tra dischi fondamentali, viaggi a Cuba e tour.

Ciao ragazzi, dove vi trovate al momento?

Siamo appena arrivati in una piccola guesthouse a Londra, stasera abbiamo una data con Wolf + Lamp, Slow Hands, Pillow Talk e con I Love Fever.

Siete cresciuti entrambi ascoltando hip-hop e jazz, scegliete 5 dischi che sono stati fondamentali per il vostro percorso.

Slum Village – Fantastic Volume 2
D’Angelo – Voodoo
Roy Hargrove – Hardgroove
Miles Davis – Live Evil
Dwele – Subject

Parlatemi del vostro viaggio a Cuba..

Un nostro caro amico ed insegnante, Rolando Castellanos, era riuscito a procurarsi i permessi di soggiorno per portare i suoi studenti a Cuba. L’idea era quella di studiare la storia e la cultura dell’isola e avere uno scambio culturale con studenti e insegnanti cubani. Cuba è pregna di musica e cultura, è ovunque, ovviamente ci siamo ambientati subito e abbiamo imparato molto sui poliritmi e sulla clave, che stanno alla base di tutta la musica cubana: salsa, rumba, manbo, santeria. Ascoltando la musica in strada e confrontandoci con studenti e i musicisti locali, siamo riusciti ad avere un’introduzione fantastica ad un mondo di musica che continuiamo ad amare e ascoltare. Greg è anche tornato un anno dopo e ha suonato in jazz club locali con musicisti pazzeschi.

Come vi siete avvicinati alla musica elettronica e quando siete partiti con il progetto NRP?

Il nostro amico Adam Linz, un fantastico bassista di Minneapolis, è stato il primo ad introdurci all’elettronica. Ci ha iniziato ai primi lavori Autechre, Funckarma, Early Ghostly, Telefon Tel Aviv, Photek, Apparat… prevalentemente dischi IDM e un sacco di ambient sperimentale stile le compilation Aurora su Merck. Il set di Green Velvet al Decibel Festival di Seattle è stato un altro momento importante. Abbiamo iniziato il progetto NRP almeno un anno dopo quel set, ispirati anche dalla scena underground di New York, da party come quelli Wolf + Lamb e The Bunker al SubTonic.

A che punto avete iniziato ad avere successo, eravate preparati? Che ruolo hanno giocato Zev e Gadi.

Non è facile rintracciare il momento esatto, è sempre un crescendo progressivo, situazioni che si ripetono ancora ed ancora, ma forse il punto di svolta è stato quando Zev e Gadi hanno suonato il promo di “Owe Me” al party Marcy. Era una traccia che avevamo fatto per divertirci ed eravamo più presi da altri generi, ma la reazione fu inaspettata e ci fece realizzare che quella era la direzione che volevamo seguire. Chiaramente Zev e Gadi hanno giocato un ruolo chiave in tutto questo.

Com’è il set up del vostro live?

Al momento Nick suona un APC40 da Ableton. Dividiamo tutti gli elementi della traccia in più o meno 8 canali e li lavoriamo, mixando parti da pezzi diversi, a volte anche vecchio materiale e unreleased. Greg canta e suona la tromba, effettata con una serie di pedali. Stiamo pensando di aggiungere un synth per Greg e una drum machine per Nick.

Greg, tu ha fatto un tour con i Beirut. Com’è stato esibirsi con una band così famosa? E’ lo stesso tipo di emozione che ti dà suonare nei club?

Al tempo i Beirut avevano appena pubblicato “The Flyng Club Cup” e l’attenzione su di loro era ai massimi. Suonavamo in stadi e location immense, la gente che si accalcava sotto il palco, mille bis ad ogni show. Era qualcosa di surreale. Senza dimenticare alcuni dei ragazzi più talentuosi che io abbia mai incontrato, persone che sono fiero di poter chiamare amici. E’ una sensazione completamente diversa rispetto al suonare in un club.

Qualche tempo fa Heidi Slimane ha chiesto ai Daft Punk di preparare un mixtape di 15 minuti per la sfilata di YSL. Accettereste una proposta simile? C’è qualche brand per cui vi piacerebbe suonare?

Si, la risposta è senza dubbio Campari! Siamo ossessionati, ma credo tu intendessi un brand legato alla moda. A New York c’è un marca che adoriamo, la Oak. Indossiamo sempre I loro capi, sarebbe il massimo se ci chiamassero. Un mix di pezzi d’effetto conditi con quache chicca house ’90 starebbe bene.

Come riuscite a conciliare il lavoro di studio con l’impegno richiesto da un tour? Riuscite a rimanere prolifici lavorando in posti come aerei e camere d’hotel?

Per noi è abbastanza fastidioso e soffocante lavorare in aereo o in hotel, lo evitiamo del tutto. In alcune occasioni abbiamo dovuto ultimare dei lavori in viaggio, ma in genere cerchiamo di sfruttare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione quando siamo a casa. In studio abbiamo synths, macchine e un buon impianto. In ogni nostro pezzo poi c’è sempre qualche registrazione live, che sia una tromba, un vocal o delle percussioni, dobbiamo rimanere in studio.

Com’è stato suonare al Link in occasione del roBOt Festival?

Il roBOt Festival è stato assolutamente fantastico. La gente era incredibile. Non avevamo mai suonato in Italia prima d’ora e non sapevamo cosa aspettarci, ma la folla è stata super aperta e calorosa.

Fino ad ora, qual è stato il vostro momento migliore?

Ci siamo presi una piccola pausa per lavorare all’album e non eravamo sicuri di terminarlo prima di riprendere il tour. Invece siamo riusciti a rispettare I tempi e quando abbiamo ascoltato il master per la 5000 volta senza odiare il tutto, ecco, quello è stato il nostro momento migliore!

Cos’avete in serbo per il 2012?

Vogliamo andare il tour con il nuovo album, suonare in posti nuovi, ma anche tornare nelle città che abbiamo imparato ad amare negli ultimi anni. Ovviamente siamo contenti di poter ritornare in studio!

English Version:

No Regular Play are a duo from New York, part of the Wolf + Lamb stamble. Greg and Nick retrace the steps of their career so far with Soundwall, through seminal album, touring and a journey to Cuba.

Hello Nick and Greg, hope you’re fine. Where does this interview find you?

We just arrived to a nice little guesthouse in west London to play a show tonight with wolf + lamb, Slow Hands, PillowTalk and the Love Fever guys.

You both grew up on hip-hop and jazz, pick 5 records that really inspired you.

Slum Village – Fantastic Volume 2
D’Angelo – Voodoo
Roy Hargrove – Hardgroove
Miles Davis – Live Evil
Dwele – Subject

Tell us about your journey to Cuba…

Our dear friend and teacher Rolando Castellanos managed to secure a visa to bring students down to Cuba to study the history and culture of the island and have an exchange with Cuban students and teachers. Cuba is overflowing with music and culture, it is everywhere, so naturally we became immersed in the scene there and learned a lot about the various poly-rhythms and clave’s that are the backbone to all of their music from the salsa to the rumba, mambo and santeria. These rhythms are ingrained in everyone there from an early age. Listening to music on the street and conversing with the students and musicians we met, we got a fabulous introduction to a world of music that we would go on to listen to and study for years. Greg went down again a year later and was able to play in the jazz clubs there with some amazing musicians.

How did you guys get into EDM and when did you start with NRP?

Our friend Adam Linz, a fantastic bassist from Minneapolis was the first one to play electronic music for us. He started us out on early Autechre, Funckarma, Early Ghostly, Telefon Tel Aviv, Photek, Apparat…. mostly IDM records and a lot of experimental ambient music like the Aurora compilations on MERCK. Then we went to the decibel festival in Seattle and got our first taste of dance music hearing green velvet. We didn’t start NRP until at least a year later after seeing the underground scene in New York, i.e. Wolf + Lamb parties and the Bunker at SubTonic. That was what really peaked our interest.

At what point did your first breakthrough come? Were you prepared to it? Also, which role did Zev and Gadi play?

It’s hard to tell when the first breakthrough came, there are always little ones over and over but maybe the major one was when zev and gadi first played the first draft of “Owe Me” at a Marcy party. We had made it just for fun and were pretty into other music at the time but the reaction was really unexpectedly great, so that really made us want to go in that direction. And zev and gadi had a direct role in that.

Tell me about your live set up?

Currently, nick plays an apc40 with a laptop in ableton. We break all the elements of the tracks down into 8 channels more or less and he cues them in, mixing various elements from different songs and also some older material or brand new stuff that hasn’t been tracked out yet. Greg sings and plays trumpet through a TC Helicon compressor/EQ pedal, then into a TC Helicon doubler and then into a Memory Man delay pedal. For the upcoming tours we’ll most likely be adding a few more things like a synth for Greg and a drum machine for nick. And more delay so the whole show is just a wash and no one can hear anything. Just Kidding!!!

Greg, you toured with Beirut. How did it feel performing with such a famous band? Is it the same feeling that you get from playing in clubs?

I performed with Beirut when they had just released “the Flying Club Cup” and were on a huge ascent to being massive. It was unlike anything. We were playing huge auditoriums and venues, people were rushing the stage, a million encores every show. It was completely surreal. Not to mention some of the best, most talented guys I’ve met and I’m super thankful to have worked with them and to call them my friends. It is definitely a completely different feeling than playing in a club.

Recently Heidi Slimane had Daft Punk assemble a 15 minute playlist for YSL catwalk. What would you do if you were asked to do the same? Is there any brand you would like to play/make music for?

Yes, the answer is most definitely Campari! We are obsessed with it! Haha but I guess u mean a fashion brand. There’s a New York brand called Oak that we love. We wear their clothes all the time so that would be a blast. A mixture of anything dramatic with some 90’s house jams could be nice.

You’re about to release your debut album and have been touring as well. How do you manage to stay prolific when working on planes and in hotel rooms?

We actually don’t work on the road at all. We find it pretty annoying and stifling to work on planes and in hotels so we just don’t do it. Occasionally something has been super pressing and we’ve had to tidy it up on the road but we usually just maximize our time at home and plan everything out so we can do it on time in the studio with the synths and machines and nice monitors. Everything we do has at least some live recording in it whether it be trumpet, vocals or percussion so that has to be done at home as well.

You’ve recently played at Link during roBOt festival in Bologna. How was the crowd there?

The roBOt festival was absolutely amazing. The crowd was just fantastic. We had never played in Italy before so we had no idea what to expect but this crowd was super enthusiastic and ready for absolutely anything with open arms. It was a real treat.

So far what’s been your proudest moment?

We took some time off to make our album and we really weren’t sure we would get it done before having to tour again. We finished everything just in time and when we got the master’s back and listened to it for the 5,000th time and still didn’t hate it…that was our proudest moment!

What are you looking forward to for 2013?

We are really looking forward to touring this new music and playing it in all sorts of new places as well as the cities we have already grown to love. And of course we’re excited to get a chance to get back in the studio again.

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