Moon Boots: the man that’s saving disco

Moon Boots è diventato un nome familiare nel corso dell’anno, ogni traccia che mette fuori è in “heavy rotation” sul circuito dei mixtape, riconosciamo le sue progressioni di accordi e quel modo speciale in qui trasforma i samples in melodie, fa anche parte del French Express crew che comanda il disco-house dell’era internet, ma non sappiamo molto su di lui. Prima che il mese prossimo venga a suonare a Roma, abbiamo parlato con lui per scoprire un pò di più l’uomo dietro gli stivali.

È difficile trovare informazioni sui tuoi inizi, sembra che sei apparso nell’estate 2011 e hai preso il primo nel 13thmixtape di The Magician con “Gopher It”. Potresti parlaci come Moon Boots è diventato quello che è? E come ci si sente essere al primo piano così in fretta?

Ho suonato la tastiera, djing e lavorato in produzione per tanti anni, ma questo è il primo progetto che ho iniziato da zero. Ho iniziato la vita come Monn Boots senza piani, volevo solo creare musica ispirandomi a diverse correnti musicali e utilizzando samples che mi facevano ballare. Quando ho creato “Gopher It”, una parte di me ha pensato “sarebbe incredibile se a The Magician piacesse”, ma non mi sono mai immaginato che poteva realmente accadere, per questo sono rimasto stupefatto quando ho saputo che gli era piaciuta.

Tu hai uno stile unico, appena sentiamo una delle tue canzoni in un mixtape è facile riconoscere che è stata prodotta da te. Come ci definiresti il tuo stile? È qualcosa che cerchi di fare, una sorta di piano o qualcosa di naturale?

Wow, è un grande complimento. Si è una cosa alla quale punto! Per quanto riguarda il mio stile appena creo una canzone penso che questa è troppo disco o troppo tropical o troppo jazzy o troppo 80′s e questo mi da fastidio, per questo penso che le mie canzoni contengono un po’ di tutto. Tra l’altro ho una mmaniera speciale di tagliare le voci e tendo a usare progressioni di accordi insolite.

Parliamo di French Express, sarebbe troppo dire che voi state creando quello che verrà? Tu fai parte di un label, del quale fanno parte alcuni per produttori più promettenti, dalla infinita serie di bradi di Chris Malinchak’s all’incredibile LP di Issac Tichauer lanciato recentemente, passando per il sempre allegro Perseus. È eccitante fare parte di questo gruppo?

Penso che hai ragione! Tutti veniamo da diversi ambient musicali, diverse parti del mondo e tutti ci siamo conosciuti su internet, però adesso French Express è come una famiglia per me. Chris è così intransigente e ha una etica del lavoro che non ha nessun altro produttore che io conosca. I brani di Jona uniscono roba profonda con house classico e ti viene voglia di sentirli tante volte. La musica di Isaac è la più scura di noi cinque, però ha molta anima. La musica e il gusto di Perseus parlano da soli, e per questo lui è una sorta di leader del gruppo.

Dove pensi che arriverà “tropical disco of the deeper kind”?

Penso che tutti abbiamo iniziato a sentire una serie di samples e le cose stanno andando verso brani più musicali o pezzi più astratti. Stiamo andando verso la classic house e la garage music, però potremmo andare verso qualsiasi direzione, sempre che la musica sia divertente, melodica e piena di anima al suo interno. Non vogliamo mai cristallizzare il nostro suono ma tenere un’evoluzione in ogni nuovo disco.

Che tipo di attrezzature usi, software e hardware? Sei di formazione classica?

Io utilizzo Logic che combino con tastiere VST ed hardware. Quando ho bisgno di tastiere utilizzo la mia Moog Voyager, Juno 106 and Prophet 08. Sono anche di formazione classica, suono il piano (classico e jazz) dai tempi del college. Non so più leggere musica ma suono il piano spesso.

A parte la French Express family, che dj/produttore stai sentendo adesso?

Dusky, Odyssey & Wase e Mercure per quanto riguarda l’house, Disclosure per quanto riguarda cose futuristiche e garage, Pete Hebert, Todd Terje ed i ragazzi di Eletrique Recods per quanto riguarda la nu-disco, per palare di alcuni. Sento anche molta musica old school come Master At Work, MK, Pal Joey, ecc.

Hai conosciuto di recente Austin Chapman, un uomo che grazie ad un nuovo apparato acustico è stato in grado di ascoltare la musica per la prima volta. Com’è stato essere parte di un momento così importante? E quale brano consigli di sentire a una persona che ascolta musica per la prima volta?

Posso dire che si è divertito tantissimo a ballare le canzoni di Perseus. Sono molto felice e grato di aver fatto parte di una esperienza del genere. Lui è molto simpatico e noi continuiamo ad essere in contatto. Austin ha detto che la prima canzone che ha sentito fu Requiem di Mozart e penso che sia difficile consigliare qualcosa di meglio a una persona.

Questa è una intervista per un webmagazine italiano che ha la sua base a Roma, ci potresti dire cosa stai preparando per il tuo show del 12 ottobre nella città eterna?

Non vedo l’ora di suonare a Roma! Il mio set comprenderà alcuni dei miei brani e dei French Express, insieme a new house e musica disco. Mi piace tanto suonare anche brani nei quali sto lavorando, per cui penso che ci saranno anche alcuni di quelli.

English Version:

Moon Boots has become a household name in the past year, every track he puts out is on heavy rotation on the mixtape circuit, we recognize his signature chord progressions and that special way he turns samples into melodies, he’s also part of the French Express crew that’s leading the way in the disco-house of the internet era, and yet we do not know much about him. Before he comes out next month to play in Rome, we spoke to him in order to find out a little more about the man behind the boots.

It’s difficult to find information about your beginnings, seems like you just showed up summer of 2011 and took the first spot on The Magician’s 13thmixtape with “Gopher It”. Could you tell us about how Moon Boots came to be? And how it felt to be featured so fast?

I’ve been playing keyboards, DJing and producing for years, but this is the first project I’ve started on my own from the ground up. I started life as Moon Boots without a set plan, just to make music drawing from diverse influences and using samples that moved me. When I made “Gopher It,” part of me thought, “wouldn’t it be amazing if The Magician liked this?” but didn’t actually think it was going to happen. I was ecstatic when he did!

You have a very unique sound, as soon as we listen to one of your tracks on a mixtape, it’s easy to make out it’s you. How would you define your style? Is this something you have strived for, a plan of sorts, or has it come naturally?

That’s a huge compliment and it’s absolutely something I strive for! As for my style, the second I think something I’m making sounds too disco, too tropical, too jazzy, too 80s, etc, I get bored with it. So I think my tracks end up being a little bit of everything. I also have certain ways I like to chop vocals and I tend to use unusual chord progressions.

Lets talk French Express, would it be too much to say that you guys are shaping what’s to come? You share a label with some of the most promising producers out there, from Chris Malinchak’s never ending array of tunes, to the massive LP Isaac Tichauer dropped recently, the always smooth Perseus, and more. Is it exciting to be part of this group?

I think you’re right! We all come from different musical backgrounds, different parts of the world and we came together over the internet, but French Express is like family to me now. Chris is so uncompromising and his work ethic is like no other producer I know of. Jonas’s tracks merge current deep stuff with classic house and are just earworms you want to play again and again. Isaac’s music is the darkest of the five of us but has so much soul. Perseus’s music and taste speak for itself and he’s the ringleader of the group.

Where do you think this “tropical disco of the deeper kind” is going?

I think we’ll start to hear fewer samples and things will get either more song-based or a bit more abstract. There’s definitely a movement towards more classic house and garage music, but it can go any number of different ways, as long as the music is fun, melodic and soulful at its core. We never want to crystalize our sound but rather keep it evolving with each new release.

What kind of production equipment do you use, software, hardware? Are you classically trained?

I use Logic with a combination of VST synths and hardware. When I need real synths I reach for my Moog Voyager, Juno 106 and Prophet 08. Also, I am classically trained and played piano (classical and jazz) through college. I don’t read music anymore but I still play piano often.

Aside from the French Express family, what dj/producers are you listening to at the moment?

Dusky, Odyssey & Waze and Mercury on the house end of things, Disclosure for futuristic garage stuff, Pete Herbert, Todd Terje and the Electrique Records guys on the nu-disco end, to name a few. I’ve also been listening to old school house stuff like Masters At Work, MK, Pal Joey, etc.

You recently met Austin Chapman, a man who thanks to a new hearing aid was able to listen to music for the first time. How was it to be a part of such an important moment? And what would you recommend be the first track someone listen to?

I could tell he was enjoying himself so much dancing to Perseus. It made me really happy and grateful to be a part of that experience. He’s extremely nice and we’ve stayed in touch. Austin’s said that the first piece of music he listened to was Mozart’s Requiem and I think it’s tough to top that.

This is an interview for an Italian website based in Rome, could you give us a heads up on what you’re preparing for your October 12th show? Live/ Dj set? Are you looking forward to it?

Yes I can’t wait! As for my set, I’ll play a mixture of my stuff along with lots of French Express, new House & Disco music and a handful of classics. I always like to debut new ideas and tracks I’m working on so I’m sure there will be some of those as well.

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