John O’Callaghan: la trance ritorna sempre

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Serio, schivo, sembra quasi timido, parla poco e ride ancora meno. Ma davanti ad un mixer si trasforma, come fosse il suo habitat naturale, e semina bombe di cassa dritta sui dancefloor di mezzo mondo. John ci illustra in modo pacato e conciso, ma senza peli sulla lingua, i suoi punti di vista sulla trance attuale, dal dualismo progressive – uplifting, alle sue italianissime influenze.

Sei uno dei pilastri di uno stile di trance che sembra avere un considerevole aumento di popolarità da qualche mese a questa parte, come ti fa sentire?

E’ bello vedere che le persone amano ancora molto la trance. In momenti in cui l’EDM commerciale la fa da padrone, è molto importante tenere vivo il vero sound trance. Gli effetti del ritorno di quel suono sono già visibili dai primi mesi di quest’anno, e mi aspetto che nel 2014 la tendenza continui.

Anche Armin sta dando molto supporto a generi uplifting e up-tempo, quanto è importante dal tuo punto di vista?

Molto importante, naturalmente. Armin è stato una delle più grandi influenze per la popolarità dell’uplifting ed il suo impegno in questo senso è sotto gli occhi di tutti, nel suo radioshow. Senza il supporto dei grandi nomi come lui, credo che la trance sarebbe scivolata in secondo piano qualche anno fa. Questa è la cosa bella della trance, non si lascia mai veramente e può sempre tornare.

Pensi che i produttori che negli ultimi anni si erano spostati su bpm più bassi e suoni più elettronici torneranno all’uplifting?

Chi può saperlo. C’è ancora molto spazio sul mercato per quel sound. E se fatta bene, la progressive è ancora uno dei miei stili preferiti. Musicalmente, penso che alcuni artisti abbiano abbandonato un po’ i loro standard. Non mi dispiace la musica ben prodotta, ma la mancanza di melodia e personalità in un certo tipo di EDM dell’ultimo periodo è abbastanza un insulto all’arte.

Parlami del tuo alias Joint Operation Centre: qual è la differenza tra il suo suond e quello di John O’Callaghan?

Joint Operation Centre è sempre stato orientato verso la techno. Sono stato un fan della techno fino da adolescente e spesso ho bisogno di produrre qualcosa di techno per soddisfare il produttore che c’è in me. La trance è la mia forza ma aprire la propria mente a idee techno aiuta davvero a rendere le mie produzioni trance più fresche e coinvolgenti.

Chi è stata la tua prima ispirazione quando hai iniziato a fare musica?

La mia più grande ispirazione è stata Mauro Picotto fin dai primi tempi. Ha fatto molti grandissimi pezzi prodotti impeccabilmente e ha grande carisma sul palco. Dal punto di vista di un fan è stato molto popolare e ora posso capire il perché. Non credo ci sia ancora stata una musica tanto creativa come al tempo della BXR.

Qual è il tuo preferito dei tuoi brani?

Onestamente non saprei darti una risposta. Ultimamente ho ascoltato qualcosa della mia vecchia produzione e apprezzato le vecchie tracce. Sono passato attraverso tante sotto-categorie di trance nel corso degli anni, e ciò mi dà anche un’idea su dove orientare il mio sound nel 2014.

La tua etichetta Subculture pubblica uplifting e tech trance di qualità ed è casa di molti giovani produttori di talento: come li scopri e chi sarà, secondo te, il prossimo ad emergere?

Ci arrivano sempre ottime demo ma in generale i pezzi che escono su Subculture arrivano dagli amici produttori conosciuti negli anni. Siamo un gruppo unito ed è bello invitare questi ragazzi anche a suonare agli eventi. Come produttore, penso che Jordan Suckley abbia fatto degli enormi passi avanti. Al mixer ha una tecnica incredibile, quindi sto pensando se è possibile applicare questo anche in studio, stiamo valutando un accordo.

Spesso suoni back to back con altri, ma sembra che tu abbia sempre una grande sintonia con i ragazzi con cui suoni, come Ferry Corsten, Fadi o Orjan Nilsen. Come prepari questi set particolari?

Ogni set b2b è fatto live e non è programmato, questa è la parte divertente. La trance è soprattutto collaborazione e condivisione della musica e suonare b2b con degli amici e delle vere e proprie leggende, è un onore. Apre anche una possibilità come dj per me in cui posso divertirmi di più e godermi la musica come si può fare condividendola su un palco con un amico. Di solito andavo a sentire Ferry Corsten quando ero un giovane clubber e suonare sullo stesso palco con lui affianco è un’esperienza assolutamente incredibile!

Hai fatto parecchie gig in Italia negli scorsi, che ricordi hai?

L’Italia per me è sempre un buon ricordo. La folla e la passione sono molto forti, simile al Sud America. Mi piacerebbe venire più spesso, spero di vedervi presto!

Quindi possiamo aspettarci una Subculture Night nel nostro Paese, prima o poi?

Ci lavoreremo al 100%!

Staid, reserved, seems almost shy, he talks a bit and smiles even less. But at the mixer, he turns, like it’s his natural habitat, and drops trance bombs on the dancefloors worldwide. John, kindly but plainspoken, shows his point of view about nowadays trance scene, talking about the dualism between progressive and uplifting, his italian influences and much more.

You’re one of the pillars of a trance style that seems having a considerable popularity growth in these months, how do you feel about that?

It’s great to see people still have a lot of love for trance. In times when so many commercial EDM is floating about, its very important to keep the real trance sound alive. We can see a resurgence of real trance coming back to the scene already, and in 2014 I expect that curve to continue.

Armin is giving a lot of support to uplifting and up tempo trance, how important is it from your point of view?

Very important of course. Armin has been one of the biggest influences for the popularity of uplifting trance music, and we can see his commitment to that on his radio shows. Without the support from the big players, I would say trance may have slipped into the background a few years ago. That is the good thing about trance, you never really leave it and it can always come back to you.

Do you think that any slow-trance producer will move back to uplifting?

Who knows. Theres still a big market for that sound. And done right, progressive trance is one of my favourites. Musically, I think some artists have abandoned their standards a bit. I don’t mind well produced music, but the lack of melody and depth in some of the new style EDM is pretty much an insult to the art.

Tell me about your alias Joint operation center: what’s the difference between his sound and John O’Callaghan’s one?

Joint Operations Centre has always been tech orientated. I have been a techno fan since a teenager, and I often need to produce some techno to satisfy the producer in me. Trance is my craft but opening your mind to techno ideas can really help keep my trance productions fresh and always evolving.

Who was your first inspiration when you started making music?

My main inspiration from the early days was Mauro Picotto. He had a lot of great tunes produced impeccably, and he has a lot of charisma on stage. From a fans point of view he was very popular and I can now see why. I don’t think there has been such creative music around as the days of BXR Italy.

Which is your favorite track of yours and why?

Honestly I dont have an answer. Lately I have been listening to some of my back catalog and enjoying the older tunes. I have been on many different sub categories of trance throughout my years in production, it also gives me insight about where to take my sound in 2014.

Your label Subculture releases quality uplifting and tech trance and is home of a lot of young talented producers, how do you discover them and who will be the next to break through?

We always get great demos but in general the Subculture releases are taken up by the producer friends I have made over the years. We are a close knit group and it’s great to invite these guys to play at the events too. Production wise I think Jordan Suckley has hit his stride. I know how technically advanced he is with the mixer equipment so I’m thinking if he can apply that to the studio, we are all in for a treat.

You’re used to play some b2b sets, it seems that you always have a great feeling with the guys you play with, for example Ferry Corsten, Fadi from Aly & Fila, or Orjan Nilsen. How do you approach these special sets?

Every b2b set is done live and unplanned, thats the fun of it. Trance is about collaborating and sharing the music and playing b2b with friends and trance legends is an honour. It also opens a side to me as a DJ where I can have more fun and enjoy the music as it’s great to share that on stage with a friend. I used to go see Ferry Corsten when I was a young clubber, and to be playing on the same stage standing beside him is certainly a “woh” moment!

You had several gigs in Italy in the past years, what do you remember about playing here?

Italy for me has always been good memories. The crowd and passion there is very strong, really similar to South America. I just want to play more there, hope to see u soon!

So can we expect a Subculture Night in our country, sooner or later?

We’ll work on it, 100%!

Diplomato al liceo classico e al Sae Instutute Milano, attualmente studente di Economia, ascolto musica elettronica più o meno da quando ho iniziato a camminare, e quando ho tempo provo anche a produrla. Nutro una curiosità viscerale nei confronti della club culture e di tutto quello che ci ruota intorno. Scrivere mi aiuta a mettere ordine tra i pensieri.

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