How to approach a party with: Ryan Elliott

Ciao Ryan, sei solito prepararti meticolosamente alla serata o vivi il party in modo spensierato?

Mi preparo. Dopo aver usato Traktor per 4 anni, sono da poco tornato al djing con dischi e cd. Così ora, prima di un weekend di concerti, prendo una cassetta di dischi che credo funzioneranno bene per gli spettacoli. Faccio la stessa cosa anche con i miei cd. Un buon dj set è tutto sulla preparazione. Se sai che hai fatto un buon lavoro per raccogliere buone tracce per la notte, tutto quello che devi fare è entrare in cabina e suonare bene. Anche quando usavo Traktor, preferivo scegliere la cartella che rappresentava la cassetta dei dischi – appositamente 80-100 brani per quella notte.

Ti informi mai su dove suonerai, sul tipo di pubblico e di cosa tira in quel determinato club?

Naturalmente. Mi piace sapere come è il club, quanto è grande, il suono, la gente, i passati dj’s – tutte quelle cose mi aiutano a decidere come mi devo approcciare alla notte. In realtà, ora ho una strana ossessione rispetto a quale è la direzione della cabina del dj – nord, sud, est, ovest… non importa in quale direzione è essa, ma ho bisogno di sapere in che modo è. Ora il mio iPhone ha una bella bussola elettronica, ma ho usato per il trasporto un compasso da campeggio nella mia borsa da dj così ho potuto raccontarlo. Io non so esattamente perché ho bisogno di sapere questo, ma penso che deriva dal mio amore per le mappe, e cercando di concentrarsi sul “quadro generale” di dove è il club in città, regione, nazione e nel mondo.

Ti soffermi mai sul dj che apre la serata o preferisci entrare ed imporre il tuo sound?

Se avete “bookato” Ryan Elliott vuol dire che avrete il suo sound. Ma, dico anche, che è giusto prendere in considerazione l’apertura del dj, anche. A volte suono un pò più duro, a volte più house, a volte più deep. Dipende dalla notte e quello che penso che la gente vuole o ha bisogno di sentire. Così tante persone non capiscono quanto sia importante il set di apertura. Se è fatto correttamente si imposta la notte per fare grandi cose. Se è fatto male, può essere il contrario.

Ti capita mai di pensare “voglio assolutamente suonare questo disco stasera”?

Sì, certo. Proprio come tutto il resto nella vita, si ottiene di più in qualcosa quando si mette più in essa, quindi cerco sempre di fare ogni set unico, speciale. Posso suonare speciali edit di tracce di un’artista o label che vengono dalla stessa mia città e che in quella notte suono o testare alcuni nuovi brani inediti miei o dei miei amici. Ho sempre un paio di “momenti” previsti per il set. Rendono il tutto più divertente.

Quando suoni dal vivo hai paura di sbagliare o sei sempre sicuro della tua performance?

Io non suono dal vivo, ma mi riferisco al dj, non ho paura di correre rischi. Sono fiducioso nelle mie capacità come dj, e mi piace suonare. Ciò significa che a volte devi prendere dei rischi.

Come ti comporti con i promoter e il pubblico, preferisci interagire con tutti o vuoi il tuo spazio?

Mi piace conoscere i promoters e le persone. Una delle cose che preferisco dell’essere un dj è la fortuna di viaggiare per il mondo incontrando la gente e acquisire prospettive differenti sulla vita e la musica. Penso che sia parte del lavoro di un dj conoscere la gente, almeno un pò, perché la si può usare nel proprio set per connetterti con loro nel migliore dei modi. A seconda di quanto tempo ho in una città prima del mio set, mi piace sempre andare a fare una lunga passeggiata in città o prendere i mezzi, solo così posso sentire il battito del cuore della città, che poi posso usare che quando mi esibisco.

English version:

Hello Ryan, do you prepare your music meticulously before a gig or go into the situation carefree?

I prepare. After using Traktor for 4 years, I have recently gone back to DJ-ing with records and cd’s. So now, before a weekend of gigs, I pick a crate of records that I think will work well for those shows. I also do the same with my cd’s. A good dj set is all about preparation. If you know that you have done the work to pick good songs for the night, all you have to do is get in the booth and pay well. Even when I used traktor, I would still pick a folder that represented a physical record crate – maybe 80-100 tracks specifically for that night. If you don’t do that you end up showing up the show with the possibility of playing every track in your collection, and that never worked for me.

Do you need information about a venue you will play or the type of audience in attendance at a particular club?

Of course. I like to know what the club is like, how big, the sound, the people, past dj’s – all those things help me decide how I will approach the night. I actually have a strange obsession with which direction the dj booth faces – meaning does it face north, south, east, west.. it doesn’t matter which way it faces, but I need to know which way it does. Now my iPhone has a nice electronic compass, but I used to carry a camping compass in my dj bag so I could tell. I’m not exactly sure why I need to know this, but I think it comes from my love of maps, and trying to focus on the “bigger picture” of where the club is in the city, region, country and world.

Do you ever dwell on the DJ who opened the evening or would you rather go in and impose your sound?

If your booking Ryan Elliott you’re going to get Ryan Elliott’s sound. But, saying that, you have to take into consideration the opening DJ as well. Sometimes I play a little tougher, sometimes I play a little more house-y, sometimes I pay a little deeper. It just depends on the night and what I think the crowd wants or needs to hear. So many people don’t realize how important the opening set is. If it’s done correctly it sets up the night for great things. If its done wrong, it can be the opposite.

Do you ever think “I definitely want to play this music tonight”?

Yes, for sure. Just like everything else in life, you get more out of something when you put more into it, so I always try to make each set special. Special edits of tracks of an artist or label maybe that is from the same city that I am playing in that night, or test drive some new unreleased tracks of mine or friends. I always have a few “moments” planned for the set. It just makes it more fun.

When you play live are you afraid of making a mistake or you’re always sure of your performance?

I don’t play live, but referring to DJ-ing, I’m not afraid to take risks. I’m confident in my ability as a DJ, and like to play in the moment. That means that sometimes you have to take risks. Isn’t that why there is a DJ in the booth anyway? If your not prepared to put it all on the line, what’s this all about?

What do you do with the promoters and the public, you prefer to interact with all or you just want your space?

I like to get to know the promoters and the people for sure. One of my favorite things about being a DJ is being lucky enough to travel the world meeting people and getting there perspective on life and music. I think it’s part of the job of a DJ to get to know the people at least a little, because you can use that in your set to connect with them better. Depending how much time I have in a city before my sets, I always like to go for a long walk around town or even take the public transportation, just so I can feel the heartbeat of the city, because I can use that when I perform.

Appassionato sin da sempre di musica iniziando dal revival ’80/’90 e al moonwalk di Michael Jackson, fino alla tanto amata musica elettronica arrivando al punto di fondare per gioco (con i compagni d’avventure dancerecce Antonio Fatini e Matteo Cavicchia) il blog Pillole Elettroniche prima e ad oggi insieme ad Antonio quello che leggete ogni giorno. Su Soundwall faccio un po' di tutto per il bene del portale e della musica elettronica.

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