Carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale.

Ti ricordi che sei fatto di carne, quando l’acustica perfetta della sala Santa Cecilia ti entra dentro, ti scalfisce la pelle e ti fa vibrare come solo i suoni oscillanti di Carsten Nicolai sanno fare. Capisci che quello che stai fissando è un pentagramma, e solo un pentagramma, quando i tuoi occhi da umano non riescono ad andare oltre e captare le mille informazioni che un codice a barre luminoso lungo circa quattro metri ti sta trasmettendo. Lo fissi, ti rendi conto che cambia, evolve e prende vita grazie a Sakamoto e Alva Noto. Uno la tela, l’altro la variabile che ne cambia il contenuto. Mentre la musica scorre, continui a fissare quei led ma ti sembra di non averne mai abbastanza, come se in quei bagliori ci fosse dell’altro. Ed eccoli lì, uomo e macchina, uno davanti all’altro e dietro reticoli, diagrammi di flusso, bagliori che si alternano costantemente tra un brano e l’altro eseguito dai due. Uno in piedi, dietro un pannello bianco che nasconde i suoi gingilli analogici, l’altro seduto alla fine di un lunghissimo pianoforte. Ovviamente a coda, ovviamente nero. Alva Noto e Ryuichi Sakamoto, ancora insieme, con lo stesso live (presentato per la prima volta nel 2011). Cambia giusto qualche dettaglio ma la sostanza è quella, così come il riusltato: sala completamente piena, nonostante la performance non sia delle più facili da digerire. Un live di quasi due ore, con la maggior parte della sala abbastanza timida, che esplode solo sulle note di “Forbidden Colours“, come fosse l’unico brano degno di nota di un esibizione pazzesca, ma anche noiosa. Alla fine di tutto questo spettacolo è un’esperienza da assaporare almeno una volta nella vita, per capire da che parte stare. Amare il tocco umano e caldo del giapponese o farsi sedurre dai vortici meccanici della “macchina” tedesca? Sarò banale, ma ho ceduto alla prima e l’ho capito quando l’interpretazione di “By This River” di Brian Eno ha generato l’output più naturale di tutti… un brivido lungo 5 minuti che alla fine si è trasformato in pelle d’oca.

Ryuichi Sakamoto e Alva Noto si sono esibiti a Roma lo scorso 23 settembre e si esibiranno durante un evento satellite al Robot Festival, il 27 Settembre (domani) al Teatro Comunale di Bologna con la collaborazione della Red Bull Music Academy.

Co-fondatore di Soundwall, creativo per lavoro, pigro per gioco. Partorisce idee con la stessa velocità con cui si stanca di un brano di cui si innamora. Le sue playlist non hanno un senso logico, si fanno trasportare dal cuore.

  • minimasic

    All’hangar Bicocca di Milano in questo periodo c’è la mostra di Carsten Nicolai “Unidisplay”…da non perdere!

  • minimasic

    All’hangar Bicocca di Milano in questo periodo c’è la mostra di Carsten Nicolai “Unidisplay”…da non perdere!

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