
Hanno stravolto le regole della musica “dub”, hanno dettato le regole del trip hop (porta bandiera di questo suono “tightly british”, insieme ai connazionali Tricky, Porthished e Lamb), hanno infiammato, attaccato e minato il sistema musicale, con le loro sonorità e con il loro impegno sociale. Si sono ispirati a molti, respirando diverse atmosfere dal jazz al rock, ed hanno collaborato con le voci più significative del B side del “music business” (permettetemi di ricordare con piacere e rispetto lo scambio creativo con gli Almamegretta).
Dai tempi di Blue Lines, sono passati quasi 20 anni e il loro suono è semplicemente unico.
Con “Unfinished Sympathy” mi hanno stregato, con “Mezzanine” hanno stregato il mondo intero, hanno firmato le colonne sonore di molti cult movie e di molti momenti della “nostra” vita.
Dopo 7 anni dal loro ultimo album esce “Heligoland”.
Anche qui troviamo molte collaborazioni, come marchio di fabbrica di tutte le loro produzioni, o per meglio dire “co-produzioni” : Martina Topley-Bird, Horace Andy, Hope Sandoval, Damon Albarn, Guy Garvey e Tunde Adebimpe.
Non riesco a dire se è un nuovo capolavoro o un buon progetto, i Massive Attack non sono uno di quei gruppi immediati, ad ogni ascolto colgo sempre nuove sfumature, nascoste nella fluidità degli arrangiamenti e dell’edit.
Chi è stato ad un loro concerto, sa bene quanto è potente la loro energia, per chi segue solo la discografia c’è poco da aggiungere.
Come al mio solito non posso che augurarvi: buon ascolto…se vi muovete, magari nel tepore della notte, non dimenticate Heligoland, è un ottimo compagno di viaggio!
PS: tra le tantissime collaborazioni, vi consiglio Peeping Tom “Kill The dj” (feat.ing Massive Attack) – Ipecac Recordings 2006… Poi già che ci siete sentitevi tutto l’album, anche se stenterete a crederlo, dietro questo curioso pseudonimo c’è il cuore pulsante di Mike Patton.








Heligoland: la prima grande delusione del 2010 musicale. La montagna ha partorito un misero topolino. Le aspettative erano tante. E sono andate tutte in fumo. Per una decina di tracce che non hanno né capo, né coda. Nulla in confronto a quanto realizzato in passato. I Massive Attack – uno dei miei gruppi preferiti di sempre – erano famosi per le atmosfere sia notturne che vibranti ed un utilizzo virtuoso dei campionamenti, anche vocali (la voce di Liz Frazer ricostruita più e più volte per Teardrop ha fatto, a dir poco, scuola…), oggi, invece, si sono ridotti ad imbastire un lavoro infarcito di collaborazioni, francamente, inutili. Salvo Atlas Air: a conclusione del disco, Del Naja si è finalmente ricordato dei naturali stilemi che contraddistinguono la sua arte. Passata…